Il mondo di Matteo Mossa

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Il 7 dicembre, il GSG Concept Store di Carbonia, ha ospitato il designer sardo Matteo Mossa e le sue creazioni.

Tele, arazzi, lampade e accessori moda sono stati i protagonisti della serata, che potevano essere ammirati mentre si sorseggiava un tè.

Matteo presentava e faceva conoscere al pubblico la sua arte, in cui i telai rappresentano il mezzo principale, spiegando cosa venisse raffigurato  nelle sue tele e facendo scoprire il lato umano del suo carattere, che lo ha portato ad avere dei progetti futuri molto importanti ed interessati.

Trentanove anni, Matteo nasce come artista nel giugno del 2011. Partecipa a diversi concorsi ed esposizioni, che gli permettono di acquisire notorietà, vincendo dei premi importanti e arrivando sempre in finale. Tra queste, l’ultima, una manifestazione internazionale denominata “Filo Lungo Filo”, avvenuta a settembre 2014, a Collegno, dove espone la sua collezione “Trame sociali”, comprendente nove opere a carattere sociale.

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Sciarpa artistica. Ph Roberto Basciu

Nome e Cognome Matteo Mossa

Data di nascita 29-5-1975

Vivi e hai lo studio a San Sperate giusto? Si, sono originario di San Sperate e ho lo studio nel soggiorno di casa mia, perché voglio che quando le persone vengono a trovarmi possano sentirsi a proprio agio nel socializzare con me. Lì possiedo due telai verticali rudimentali, che si usavano nel periodo del neolitico, creati da me stesso, in legno, senza strumentazioni meccaniche e senza cassa battente.

Qual è la differenza tra tappeto e arazzo? L’arazzo è un oggetto decorativo che viene tessuto per le pareti rurali, mentre il tappeto è quello classico che conosciamo.

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Arazzo. Ph Reporter in Mode
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Tappeto. Ph Reporter in Mode

Quali tessuti utilizzi? Uso principalmente delle lane locali sarde, colorate naturalmente, sostenendo il metodo eco-sostenibile. Le utilizzo per creare articoli per la casa, arazzi, ecc, mentre per gli accessori moda esse non sono indicate, perché sono molto ispide e possono pizzicare al contatto con la pelle. In questo caso serve qualcosa di più delicato e di qualità, che non crei fastidi, come cashmere e lana merino.

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Sciarpe. Ph Reporter in Mode
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Ph Reporter in Mode

Cos’è la tessitura per te? La tessitura per me è uno strumento comunicativo tra i diversi popoli nel mondo. E’ un linguaggio tramite la quale possiamo raccontarci e raccontare i problemi della società; possiamo identificarci e identificare la nostra provenienza.

Quanto la Sardegna influisce nelle tue opere? La Sardegna è la mia fonte di ispirazione, mi da le basi con le quali posso spaziare, ma attingo molto anche dall’archeologia.

Novità e tradizione. Come? La tradizione per me è rappresentata dai miei attrezzi da lavoro. La novità è data dalle tendenze del momento con le quali mi rapporto per creare soprattutto gli accessori moda e i miei arazzi, che considero contemporanei e moderni. Tramite l’intreccio dei fili e dei colori mi piace attribuirgli tridimensionalità.

Prima del 2011 cosa facevi? Com’è nata questa tua passione e lavoro? Ho svolto diversi lavori stagionali e saltuari, come la raccolta della frutta. Ho lavorato nei supermercati come magazziniere, come bagnino e come animatore nei villaggi. Un pomeriggio mentre ero a casa ho pensato che dovessi trovare una svolta contro la disoccupazione, cercando di capire cosa potessi inventare per crearmi un lavoro. Per caso ho iniziato a intrecciare i primi fili, fino a che le opere non hanno preso forma, senza che io studiassi mai la tecnica.

Ho anche creato dei gioielli per le passerelle, con degli stilisti isolani come Toni Joshua Sanna.

Successivamente ho voluto creare il mio marchio e la mia linea con degli accessori necessari, come le sciarpe, molte delle quali possono essere utilizzate come arazzo e quindi come accessorio per le pareti della casa.

Hai mai pensato di andare a vivere fuori? Per me non è importante il posto in cui sto ma continuare la sperimentazione tessile, meglio ancora se incontrandomi con altre realtà mondiali.

Progetti futuri? Un mio progetto sociale futuro è quello di creare una scuola d’arte in cui i bambini che non avranno la possibilità di frequentare le scuole a pagamento potranno imparare a leggere e scrivere tramite la creazione di oggetti tessuti. Anche per gli adulti creerò una scuola di “Fiber Art” (1) in cui avranno la possibilità di frequentare a costo zero, offrendogli una possibilità contro problemi quali la droga e la tossicodipendenza.

Nei tuoi quadri infatti trai ispirazione e cerchi di riprodurre dei temi sociali, è una tua iniziativa? Si, la tessitura si presta bene a diffondere dei messaggi sociali. Anche l’ Iraq, paese diffidente, mi ha contattato e vorrebbe che andassi lì a fare dei laboratori di tessitura, questo perché ha visto le mie opere tramite i canali internet e ha capito che parlavano di problemi a loro molto comuni, come la guerra.

Le rappresentazioni delle opere che crei sono quindi delle tue visioni, frutto della tua immaginazione? Si si, sono sempre delle mie visioni, frutto della mia creatività.

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In fondo a sinistra, dai toni del giallo e del blu, troviamo un arazzo. A destra invece, sulla ringhiera, una delle sciarpe della collezione di Matteo. Ph Reporter in Mode
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Mantella o accessorio decorativo per letto e divano. Ph Reporter in Mode
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Appesi due dei quadri a carattere sociale + Lampada. Ph Reporter in Mode

(1)Fiber Art, chiamata anche Texit Art o Arte Tessile, è un’espressione d’Arte Visiva Contemporanea, riconosciuta nel 1950. Si esprime tramite l’intreccio e la tessitura, utilizzando qualsiasi materiale flessibile, come corde, fibre, plastiche, foglie, ecc. Lo scopo è quello di creare opere con valore estetico.

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