Elisa Sandoval: Quando il mondo Eco sposa il SI

Tre, i concetti attorno a cui gira un mondo, quello di Elisa Sandoval, Eco Fashion Designer peruviana, trasferita a Milano nel ’90 per inseguire un sogno, quello di creare una sua collezione moda.

Il mondo eco, il matrimonio e il SI, non solo pronunciato durante il giorno delle nozze ma detto da chi crede nel progetto di eco-sostenibilità e decide di basarci un intera collezione di abiti da sposa, trovano la loro più completa forma di manifestazione e di espressione.

Il come sia possibile ce lo spiega Elisa.

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Perché hai deciso di creare la tua collezione?

Da piccola sognavo un giorno di fare la stilista, immaginavo le passerelle. Cucio da sempre, da quando ero una bambina. Tutto quello che so l’ho imparato dalla mia mamma, che in Perù era una sarta molto affermata. Purtroppo quando sono arrivata in Italia le cose non sono andate come immaginavo, per cui ho dovuto fare lavori diversi. Ho però sempre dedicato del tempo alle mie passioni, continuando a cucire e ad imparare, fino a 5 anni fa, che sono stata invitata a partecipare a una sfilata che mi ha permesso di presentare ufficialmente la mia prima collezione.

Perché hai scelto gli abiti da sposa?

Gli abiti da sposa sono stati il mio grande sogno. Mi sono sposata due volte ma non ho potuto indossarlo. Penso inoltre che l’abito da sposa sia il massimo per uno stilista, mette alla prova tutta la sua creatività, senza trascurare il fatto che deve suscitare emozioni. L’abito da sposa ha bisogno di tempo, di dedicazione e di molte prove. E’ un capo unico e questo mi affascina. Amo le sfide e faccio il possibile per soddisfare le richieste delle mie spose.

Perché hai sposato la moda eco?

Ho da sempre riciclato e trasformato degli abiti in altri modelli. Crescendo ho poi capito l’importanza di usare tessuti naturali, che io considero sani, ottenuti da elementi già presenti in natura, non creati attraverso dei processi chimici e sostanze che danneggiano l’ambiente. Nelle mie creazioni uso molto la seta, la lana, la juta, il cotone e la carta. Sono sempre alla ricerca di nuovi materiali, meno inquinanti e più sostenibili.

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Perché un abito da sposa dev’essere eco?

Ci sono tanti materiali naturali che non hanno nulla da invidiare agli altri. Sono bellissimi e altrettanto versatili. In più questo permette di collaborare con l’ecosistema e, con i tempi che corrono, è sempre importante dare il proprio supporto. Non bisogna però pensare che questi materiali siano più economici, perché non è così.

Quando hai iniziato a creare la collezione, come hai pensato che l’eco e l’abito da sposa potessero coincidere?

Volevo che le spose avessero un abito unico, non trovabile nel mercato, qualcosa che potesse realmente essere differente. Ho fatto la mia proposta iniziale con la mia prima collezione e ho poi iniziato a ricevere molte richieste. Mi riferisco ad un target di spose “diverse”, più sbarazzine, non a quelle che vanno negli atelier, ma a donne che credono fermamente in quelli che sono anche i miei ideali. Che vogliono indossare un abito che non sia appeso ad una parete di una boutique ma che sia personalizzabile e creato per loro a 360 gradi. Il bouquet è un’altra delle cose che creo con la carta. Trovo che sia favoloso ritrovare dopo tanti anni un elemento così essenziale del matrimonio perfettamente intatto, penso sia romantico.

Come va conservato un abito da sposa eco?

Come tutti gli altri abiti. Tenendo chiaramente conto dei materiali, ma come tutti gli abiti poi perderanno la loro freschezza.

Ci sono dei prodotti che utilizzi per trattare ad esempio la carta?

Certamente, utilizzo un prodotto impermeabilizzante che le permette di conservarsi perfettamente e di non rovinarsi quando viene utilizzato.

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Come unisci tra loro materiali così particolari e differenti?

Possono essere cuciti tutti, sia a mano che con la macchina da cucire, compresa la carta.

Altri materiali utilizzati oltre a quelli elencati?

Amo trasformare qualsiasi cosa e oggetto. Amo sperimentale e unire tra loro materiali come pizzi e zanzariere ad esempio.

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Quante collezioni hai creato fin ora e quante hanno sfilato?

Ho creato cinque collezioni totali, che hanno tutte sfilato.

Quand’è stata la tua prima sfilata?

E’ stata nel 2012. Da questo momento ne ho fatta una ogni anno.

Qual’è stato l’abito che ti è rimasto nel cuore e perché?

Il primo abito che ho creato, a cui ho dato il nome di Nuvola, indossato da mia figlia. E’ stato un sogno che si realizzava, il mio. Per questo mi è rimasto nel cuore

Quale obiettivo vorresti raggiungere per il 2017?

Per il 2017 presenterò la mia seconda collezione di abiti, che uscirà con una mini capsule di due abiti a gennaio/febbraio, per l’occasione della Milan Fashion Week. Quella effettiva uscirà poi a giugno e sarà una collezione sbarazzina, colorata e leggera per l’estate.

Nel 2017 metterò da parte l’abito da sposa, ammesso che qualcuno non me li commissioni.

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