Quando l’arte e la moda si incontrano

Succede spesso, o oserei dire quasi sempre, che la moda e l’arte si incontrimo. Si incontrano quando una collezione moda si lascia ispirare da qualsiasi forma l’arte possa possedere, quando la si vede sfilare in passerella, e ancora quando, come nel caso di Giovanni Mascia, vogliamo che diventino un pezzo unico, in questo caso, che abbiano forma di un quadro, in cui possa essere evidente il connubio tra i due elementi.

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Come nasce l’arte? Dalla passione. E come nasce la moda? D’altrettanta passione.

La passione è la chiave per poter realizzare qualcosa di artistico e per potergli dare una visione propria.

Giovanni Mascia, artista italiano, questa passione la possiede fin da piccolo. Da quando osservava con ammirazione e grande interesse i libri d’arte che aveva a casa. Inizialmente incantato da Leonardo, poi Michelangelo e infine da tutti gli artisti del rinascimento italiano che esercitavano su di lui una forte attrazione artistica

<<…e fin da subito compresi la loro grandezza>>

1008457_10151754024738455_536157556_oInizia a dipingere e disegnare da quando era bambino. All’asilo era l’attività che gli piaceva di più, portandolo a
sviluppare un attitudine naturale per il disegno, la pittura e l’arte in generale.

<<Non ricordo di avere mai dato un calcio al pallone, ma in compenso le mie giornate erano sempre a “colori”, avvolto dal profumo delle tempere, tra pennelli e fogli da disegno. E’ sempre stato il mio unico modo per esprimere me stesso.>>

Inizia ad imparare le tecniche del disegno libero da autodidatta, disegnando prima con matita e foglio bianco. Poi approfondisce l’uso dei colori a matita e pennarelli. Già da allora i colori hanno avuto un ruolo importante in quanto i suoi disegni erano sempre coloratissimi, ma allo stesso tempo molto semplici e lineari.

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La voglia di esprimersi con il disegno e la pittura era talemente forte che, dopo il Liceo Scientifico, nei primi anni ’90, decide di  studiare arte all’Accademia di Belle Arti di Sassari, laureandosi con il massimo dei voti nel 1999, nella sezione Decorazione Artistica.

<<Ricordo che ai tempi dell’Accademia ero affascinato da tutto: l’atmosfera creativa che si respirava, lo studio della storia dell’arte e la continua ricerca del mio gusto artistico ispirato da artisti che adoravo come Henri Matisse, Andy Warhol e Domenico Gnoli.>>

Nel suo primo periodo d’artista, i quadri e disegni possiedono soggetti vari: nudi, nature morte e paesaggi per lo più marine. Si dedicò alla realizzazione di grandi dipinti su muri di locali, ristoranti e di discoteche, simili a Murales. Poi, nell’ultimo anno accademico, incominciò ad accostare il suo stile pop-contemporaneo al mondo della moda ed ecco che presero vita i suoi primi lavori come “Martina” del 1998, quadro simbolo grazie al quale tutto ebbe inizio.

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<<Quel quadro fu molto importante in quanto prese forma il mio discorso sui “ritratti” a persone reali attraverso le loro scarpe; un giorno scattai delle foto a una mia cara amica e compagna di corso di accademia, che il giorno era vestita in modo molto eccentrico. A me piacque talmente tanto che presi subito spunto per realizzare questo grande quadro (150×127 cm).>>

Da quel momento le sue opere presero sempre ispirazione dalla fusione continua tra arte e moda, divenute le sue più grandi passioni. I suoi quadri sono caratterizzati da una forma cromatica esuberante. Attinge dai redazionali di moda per fare un’accurata ricerca iniziale, selezionando le foto che si avvicinano di più al suo gusto estetico, e sviluppando e modificando il tutto da creare un’immagine finale.

<<Rielaboro i personaggi e i dettagli delle loro scarpe che poi hanno come scopo principale quello di far emergere sempre la personalità e il carattere del soggetto ritratto. Ho iniziato a creare dei quadri moda perché sono sempre stato convinto che si potesse capire molto sulla psicologia di una persona attraverso le scarpe indossate e la loro “messa in posa”. La mia ricerca su questa tematica si sviluppò poi negli anni e lo stile si fece sempre più ironico, coloratissimo e modaiolo.>>

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Ma perchè il soggetto dei suoi quadri sono le scarpe?

Con il soggetto “scarpe” si ha la possibilità di fare uno zoom sia sul fattore Fashion, riproducendo dei modelli di stilisti famosi che possano essere vicini ai gusti di stile personali dell’artista, inoltre attraverso esse può trasparire la psicologia del personaggio. Il discorso feticista non c’entra nulla. I modelli che dipinge sono a volte esistenti in realtà e altre volte invece vengono rivoluzionati e resi propri.

Si tratta così di veri “ritratti”, non del viso del soggetto come accade di consueto, ma delle loro scarpe. Sono molto interessanti i doppi ritratti. Chi si trova davanti ad essi può lasciarsi andare all’immaginazione di una storia: un primo appuntamento, una chiaccherata tra amici, un due di picche appena rifilato. L’importante per Giovanni Mascia, è sentirsi liberi di sognare, di interpretare e di emozionarsi.

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Oltre a questo, le scarpe dei suoi quadri si stagliano oltre la fisica delle cose, per ciò gli sfondi dietro di loro sono dimensioni astratte e a tratti optical dal gusto anni’ 70.

<<Scelsi questo stile perché la vivacità dei colori e il discorso Pop, il quale afferma che qualsiasi soggetto consumistico e soprattutto qualsiasi oggetto del quotidiano riconoscibile possono diventare opere d’arte di massa, era giusto per la mia espressione e gusto artistico. In fin dei conti le scarpe sono oggetti del desiderio: pubblicizzati, venduti e prodotti in serie. A mio avviso le scarpe possono anche essere percepite come elementi distinguibili della società moderna>>

colori utilizzati sono quelli acrilici, così da rendere più luminoso e vibrante il quadro dallo spiccato gusto Pop. Vengono scelti in base al soggetto che Giovanni vuole ritrarre, così da creare un’atmosfera precisa ed emozionale. Per far ciò, realizza i bozzetti a mano per poi trasportarli e modificarli con l’aiuto del pc, utilizzando i programmi di grafica. Solo quando il bozzetto è terminato trasporta il tutto sulla tela.

<<Per me i colori sono basilari per la resa di un soggetto ritratto, devono raccontare con la loro forza e luminosità il soggetto ritratto in modo immediato. Posso dire che i colori forti sono un tratto distinguibile della mia sensibilità artistica fatta di ironia, positività e gioia di vivere>>.

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