Winonah: la rappresentazione del proprio Se – intervista

Articolo scritto per Urban Magazine
Link http://www.urbanmagazine.it/winonah-fall-winter-collection-intervista/

Winonah De Jong, in occasione della Milan Fashion Week, presenta la sua collezione fall winter 2017/2018, dedicata a se stessa e a donne che, come lei, sono decise e non hanno paura di osare.

Collezione strutturata, sartoriale, elegante, raffinata e soprattutto funzionale, che comprende più stili, tra cui quello chic, glam e sportivo.

Qual’è il filo conduttore che caratterizza tutte le tue creazioni?

Il filo conduttore è rappresentato dalle costruzioni e dalle linee che sono quelle che mantengo sempre nelle mie collezioni. Sono il mio segno distintivo nonché caratteristiche fondamentali delle creazioni. Il cambiamento lo fanno i tessuti che utilizzo, sempre diversi e super ricercati.

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Su quali hai puntato per la stagione invernale?

 

Sui tessuti metallici che attribuiscono preziosità ai capi, anche se chiaramente la collezione non è basata solo su questi.

Una collezione varia. Capi eleganti, pantaloni e giacche sportive, tute e spacchi vertiginosi. Ma cosa c’è di te in questa collezione? Chi sei tu e a quale donna ti rivolgi?

Io sono in qualsiasi pezzo perché ho uno stile molto versatile. Passo dallo sportivo all’iper glamour. Rispecchio appieno la mia collezione perché mi ritengo una donna di carattere, decisa e indipendente, alla quale piace cambiare. Mi rivolgo esattamente a questo tipo di donna, forte, dinamica, alla quale piace osare, viaggiatrice, che ama la moda, sicura di se.

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L’ispirazione?

Mi sono ispirata agli anni ’80, al glamour, agli Studio54 e Andy Warhol proprio perché erano la rappresentazione perfetta della donna Winonah. Li ho proprio scelti in base a questa tipologia di femminilità. In quel periodo le donne non avevano paura di osare. Ho scelto prima loro.

Come hai ottenuto i tessuti metal?

Sono tutti tessuti lavorati e a doppio strato. Quello che sembra bronzo in realtà è un velluto lavorato per ottenere un effetto metallico. Lo stesso vale per il pizzo. Quindi il segreto sta nelle lavorazioni, non nel tessuto. Il cappotto a stampa giraffata non è una stampato ad esempio, ha subito delle lavorazioni per ottenere quell’effetto. Il tessuto principale in questo caso è il jacquard, alternato a parti più lunghe, più corte o rasate che creano il gioco di spessore.

Che tipo di ricerca fai prima di creare?

Parto sempre dai tessuti. Scelgo quelli che più mi piacciono e mi ispirano e poi disegno la collezione.

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Tu sei nata in Sud America, dove vivi ora?

Vivo a Istanbul

Perché hai scelto il mercato italiano?

Perché ho vissuto quattro anni in Italia, a Milano. La collezione la ho iniziata a produrre quando vivevo qui. Da qui sono partita e da qui ho deciso di continuare.

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Photographer Antonio Avolio
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